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La Federazione è un organismo di diritto pubblico tenuto ad applicare le disposizioni del Codice dei Contratti pubblici. T.a.r. Lazio, sez. I ter, 13 aprile 2018, n. 4100 e n. 4101.

In queste recenti pronunzie del 13.4.2018, di identico contenuto, il Tar del Lazio ha avuto modo di affrontare una tematica molto interessante: la natura giuridica della Federazione Italiana Giuoco Calco.

La questione trae origine da due ricorsi instaurati dinanzi al Tar capitolino con cui erano state impugnate due procedure negoziate indette dalla F.I.G.C. per l’affidamento di servizi di trasporto e facchinaggio, in quanto condotte – secondo la società ricorrente - in difetto delle regole di evidenza pubblica di cui al D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), cui la medesima Federazione aveva ritenuto di non essere assoggettata.

Il Collegio, in accoglimento del ricorso e rigettando l’eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalla Federazione, ha avuto modo di affermare che quest’ultima, nell’espletamento delle procedure selettive in questione, <<doveva seguire le modalità procedurali previste dal d.lgs. n. 50 del 2016..., con conseguente sussistenza della giurisdizione amministrativa>>.

Ciò in quanto, alla luce degli artt. 1 e 15 del D.Lgs. n. 242/1999 e delle clausole contenute nello Statuto del Coni, la Figc è qualificabile quale “organismo di diritto pubblico”. La stessa, proseguono i Giudici laziali: 

  • è un ente cui il legislatore ha attribuito personalità giuridica di diritto privato; 
  • è istituita per soddisfare specificamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, trattandosi di ente senza fini di lucro, deputato al controllo del regolare svolgimento delle competizioni e dei campionati sportivi professionistici, della preparazione olimpica, dell’utilizzazione e della gestione degli impianti sportivi; 
  • pur non essendo finanziata in modo maggioritario dallo Stato e pur godendo di autonomia tecnica, organizzativa e gestionale, è soggetta a diffusi poteri di ingerenza da parte del Coni, tali da far ritenere l’attività della Federazione stessa sottoposta a controllo pubblico.

Su tale ultimo punto, il Tar ha conpiso la conclusione cui era già giunta l’ANAC con la Deliberazione n. 372 del 23.3.2016, con la quale era stato affermato - seppur con un generico riferimento alle federazioni sportive -  che <<nel caso di specie sembra potersi affermare la sussistenza di un controllo pubblico sulla gestione. Infatti, le Federazioni, sebbene dotate di autonomia tecnica, organizzativa e di gestione, sono soggette alla vigilanza e ai controlli del CONI (ente pubblico non economico) sia in fase di costituzione - attraverso il riconoscimento ai fini sportivi (condizione, questa, necessaria, per l’ottenimento della personalità giuridica di diritto privato) - sia nel corso di tutta la loro attività>>.

A completezza delle argomentazioni prospettate, il Tar, dopo aver verificato l’esistenza dei presupposti per qualificare la FIGC come “organismo di diritto pubblico”, ha chiarito che - anche a prescindere dalla riconducibilità delle Federazioni alla figura dell’organismo di diritto pubblico - la giurisprudenza ha comunque affermato, in casi analoghi, la sussistenza della giurisdizione amministrativa e la sottoposizione dell’attività contrattuale delle Federazioni sportive alle regole di evidenza pubblica: è stato ritenuto, in particolare, che <<la licitazione privata con cui la Figc sceglie il contraente di un contratto atipico di sponsorizzazione della squadra nazionale di calcio non costituisce una fase della c.d. vita interna della Federazione ma rappresenta il momento in cui questa, come organo del Coni, disciplina interessi fondamentali, strettamente connessi con l’attività sportiva>> (Cons. St., sez. VI, 10 ottobre 2002, n. 5442); nel medesimo senso il Cons. St., sez. VI, 10 settembre 2007, n. 4743 – pure richiamato dal Tar Lazio -  secondo cui <<l’attività posta in essere da una federazione sportiva volta alla inpiduazione e scelta del contraente per un contratto avente ad oggetto l’assicurazione, a favore di tutti i tesserati, per la responsabilità civile e gli infortuni personali derivanti dallo svolgimento di un’attività sportiva, non costituisce una fase della c.d. vita interna della Federazione stessa, ma rappresenta il momento in cui questa, quale organo del C.O.N.I., provvede alla tutela dei suoi iscritti per i rischi ai quali questi sono esposti nell’esercizio dell’attività sportiva. …. In quanto finalizzata alla realizzazione di interessi fondamentali ed istituzionali dell’attività sportiva, la Federazione agisce, dunque, quale organo del C.O.N.I., ponendo in essere atti amministrativi (e non meramente privatistici), con la conseguenza che la giurisdizione sull’eventuale controversia nascente da tale situazione deve essere riconosciuta al giudice amministrativo>>.

Il Collegio ha peraltro chiarito, nelle pronunzie de quibus, che - anche qualora si volesse ritenere che le Federazioni sportive siano assoggettate alle regole di evidenza pubblica solo ove svolgano attività di natura pubblicistica - le procedure concorsuali in esame avrebbero dovuto essere comunque espletate nel rispetto del Codice dei Contratti pubblici. Infatti, i servizi oggetto di affidamento (trasporto e facchinaggio, da svolgersi non solo presso le sedi federali, ma anche in occasione delle trasferte delle squadre nazionali) non attengono unicamente alle vicende interne della Federazione, essendo piuttosto servizi strumentali alle funzioni pubblicistiche alla stessa rimesse e, dunque, finalizzati al soddisfacimento di esigenze di interesse generale, per il cui perseguimento la Federazione agisce esercitando le sue prerogative pubblicistiche.

 

A cura dell'Avv. Paolo Rinaldi

 

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