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L’ANAC chiarisce i casi in cui è illegittima la richiesta di sopralluogo obbligatorio nelle procedure negoziate

Con un comunicato pubblicato il 18 luglio 2018, depositato il 26 luglio 2018, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha risposto alle richieste di chiarimento pervenute circa la legittimità della previsione del sopralluogo obbligatorio nell’ambito delle procedure negoziate.

Infatti, molte stazioni appaltanti sono solite chiedere agli operatori economici di effettuare un sopralluogo obbligatorio già nella fase precedente alla presentazione delle offerte, addirittura prima della manifestazione di interesse. Tale sopralluogo sarebbe, dunque, finalizzato all’eventuale futuro invito a partecipare alla gara.

L’ANAC, pur ritenendo legittima, in generale, la previsione di un sopralluogo obbligatorio prima della presentazione dell’offerta (ipotesi prevista dall’art.79, comma 2, del Codice dei Contratti Pubblici), specie nei casi in cui la conoscenza dello stato dei luoghi possa meglio indirizzare il contenuto dell’offerta, ha ritenuto illegittima la richiesta di sopralluogo obbligatorio preliminare, ossia prima dell’invito a partecipare alla gara. Questo perché una tale disposizione, oltre a non rientrare nel perimetro disegnato dall’art. 79 del Codice, sarebbe lesiva dei principi di proporzionalità e libera concorrenza, perché addosserebbe un onere eccessivo in capo agli operatori economici ancor prima che questi abbiano deciso se partecipare, o meno, alla gara.

Il comunicato del Presidente dell’ANAC è disponibile sul sito dell'ANAC.

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